La nostra storia
Lizzano, posta geograficamente, nella parte sud-orientale del tarantino a 23 Km dalla città capoluogo, per dialetto, tradizioni ha molte similitudini con il territorio del ‘Leccese’ rendendola avulsa dal contesto socio-culturale tipico della città di Taranto le cui influenze risultano essere minime. ( Guglielmo I si guadagnò quest’epiteto ‘il Malo’ ben a ragione se è vera la leggenda secondo la quale la sua rigorosissima politica fiscale lo portò a sostituire tutte le monete di metallo del regno con quelle di cuoio. Si narra perfino che, per controllare che tutte le monete d’oro e d’argento fossero davvero state consegnate, escogitò una trappola nella quale cadde un giovane principe palermitano).
Un nome che evoca gli alberi del ‘leccio’ – in dialetto “lezze” - molto diffusi all’epoca, e che ha alimentato varie leggende sull’unione fra il nome e le origini. Nel nostro territorio insistono insediamenti ancor più remoti che testimoniano una eventuale presenza più antica di piccole comunità: - La Chiesetta rupestre dell’Annunziata con cripta ipogea risalente al IX–X secolo, periodo longobardo che farebbe supporre un insediamento, tesi avvalorata dalla stessa posizione strategica del territorio che è a ridosso di quello bizantino. La prima fonte ufficiale riguardante la nostra comunità è rilevabile da un registro angioino, risalente al 1272 , in cui si fa riferimento al feudatario dell'epoca, Iacopo de Rephis.
Nel 1315 il casale passò nelle mani di Goffredo de Pandis a cui succedettero diversi feudatari.
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